IX
stevano monumenti antichi. Maravigliossi il Bascià del mio deside-
rio, e mi diede a conoscere quanti pericoli si accompagnavano al-
T impresa, che ottenutane licenza non mi avrebbe lasciato scava-
re senza pagare gli operai , che mi metteva a rischio di perdere il
prodotto di quattro e più anni di fatiche. Mi consigliò a stare con-
tento di ciò che aveva , onde per troppa avidità non avessi ad
incontrare la morte, essendo che quei neri che io avrei presi al la-
voro tanto erano crudeli e malvagi, che trovando alcuna cosa pre-
gievole avrebbero attentato di tornai la vita , e non avendo
egli grande potere in que’ deserti che conducono a Sabdarad
non mi poteva dare intera sicurtà. Vedendomi sordo ai suoi ammo-
nimenti promisemi che sopraggiunto altro medico in mia vece a-
vrebbe appagato le mie brame. Quando seppi esser dal Cairo par-
tito il mio successore, chiamai un mio antico amico per nome An-
tonio Stefani Albanese , e lo feci socio alle mie imprese
, perchè
uomo pratico del paese, dove per quindici anni aveva la mercatura
esercitata. Gli promisi la metà del prodotto delle nostre fatiche , e
con 400 scudi lo inviai a Musselcunia a comperare cammelli, corde,
grano, otri per acqua, e quanto era necessario all’ opera degli
scavi. È Musselamia un grande villaggio nell’ interior parte della
penisola dove per ogni settimana si tiene mercato; ed è distante da
Cartum tre giorni. Fatta provigione di carne, la feci secondo il co-
stume di quei paesi tagliata a striscie seccare al sole. Presi al mio
servizio trenta giovani assegnando a ciascheduno due scudi per mese
oltre il vitto. Dopo quindici giorni giunse lo Stefani con 27 cam-
melli, con viveri, e strumenti necessari al lavoro, e attendemmo la
venuta del sig. Gallina posto in mio cambio, il quale giunse ai io
d’ Agosto i 834 (9 Rebilavvel ia 5o). Nel giorno appresso inviati
i cameli co’ servi , e qualche nostro schiavo per la via di terra , m’imbarcai collo Stefani, e le nostre famiglie, e giunto dopo tre
giorni a Vod-Benaga mandai il mio compagno al governatore Tur-
co di quei villaggi residente in Sendi a mostrargli il permesso
concedutomi dal Bascià , ed egli ordinò a tutti i capi delle ville di
lasciare scavare in qualunque luogo a me piacesse, e determinò il
prezzo di ciascuno , che avrei preso ad opera , perchè per lo innanzi mai non si erano praticati simili lavori. In Vod-Benaga si rimase-
ro le famiglie dello Stefani e la mia, e presi con noi i servi, qual-
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